I miti di fondazione

Eva Cantarella

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A proposito della nascita di Milano, numerose fonti letterarie raccontano che nel VI secolo a.C. Ambigato, re dei Celti, mandò suo nipote Belloveso al di qua delle Alpi in cerca di nuove terre, e che questi, arrivando nella Pianura Padana in un luogo non lontano dal Ticino, vi fondò una città chiamata Medhelan. Il sito gli venne indicato da una scrofa semilanuta, il cui arrivo era stato predetto da un oracolo.Che valore possiamo dare a questi racconti? Sono pura fantasia o invece, seppure in forme simboliche, riprendono fatti realmente accaduti intrecciandoli con materiale mitologico e dando origine a un mito di fondazione? E a cosa serve un mito di fondazione? Per provare a rispondere, si deve ricordare che la questione delle origini di una città ha a che vedere con il piano della verità storica e, insieme, con linvenzione di una tradizione: in altre parole, per una città ricostruire il proprio passato serve anche, e soprattutto, a costruire e a rappresentare il senso di sé.A questo sono intesi i miti di fondazione, quello ad esempio delle origini troiane di Roma, o quello relativo alla costruzione del cosiddetto miracolo greco e, appunto, quello della scrofa semilanuta: a delineare unideologia in grado di rafforzare il senso dellappartenenza alla comunità politica. Perché lidentità di una città, non meno che quella di una nazione, è un processo in continuo divenire.

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